Tobias Hume Massimo Salcito

Tobias Hume e l’Inghilterra tra fine Cinquecento e primo Seicento

Affascinante figura di musicista soldato e gentleman, Tobias Hume (1569-1645) è vissuto a cavallo tra due importanti fasi della storia inglese: l’epopea elisabettiana, detta anche The Golden Age, canto del cigno nella plurisecolare storia dei Tudor e l’ascesa al trono della casata scozzese degli Stuart.

Dal punto di vista culturale ed artistico, sia la corte di Elisabetta I che quella del suo successore Giacomo I rappresentano importanti punti di riferimento non solo per il Regno Unito ma anche per l’intero continente europeo.

In particolare, nel panorama musicale, Tobias Hume sintetizza in sé una serie di caratteristiche tipiche della società inglese dell’epoca.

Personaggi dal complesso profilo psicologico

I personaggi di corte, massima espressione dell’intellighenzia politica e culturale del tempo avevano, per occhi di moderni osservatori, un profilo psicologico e caratteriale estremamente complesso.

È l’Inghilterra di leggendarie figure, come Francis Drake (1540-1596), grande navigatore e fondatore dei “Sea dogs”, le agili e veloci flottiglie che ebbero la meglio persino sulla più potente Envencibile Armada spagnola; a tempo perso, anche corsaro, ossia pirata con tanto di patente di autorizzazione della Regina.

Sono anche gli anni di Francis Walshingham (1534-1590). Scaltro ministro, capace di contenere gli attentati alla Regina Vergine più che per le sue qualità diplomatiche per l’efficiente polizia segreta, specializzata nell’uso della tortura. Non mancavano certo poeti, come Philip Sidney (1554-1586): altrettanto abile nello scrivere sonetti giambici quanto nel destreggiarsi negli intrighi di corte o nell’uso della spada.

Mentre Francis Bacon (1562-1626), noto anche nell’Italia del tempo per le sue riflessioni sulla teoria empirista del metodo scientifico, non si faceva scrupolo di un attivismo politico non proprio privo di episodi oscuri; “incidenti” che, dopo la condanna definitiva per corruzione, gli costarono alla fine il seggio di deputato in Parlamento.

Tobias Hume: Il soldato mercenario

È quindi in un tale contesto che emerge la figura di Tobias Hume, soldato e mercenario (la differenza era allora insignificante), di probabili origini scozzesi, avviato alla vita militare perché probabilmente non erede di un titolo nobiliare: la spada, nella società dell’epoca, poteva infatti indossarla solo chi fosse nobile oppure un militare di carriera.

Personaggio non privo, dunque, di una certa cultura, completata da esperienze sul campo, grazie ai suoi frequenti viaggi in Svezia, Fiandre, Polonia, Germania, Danimarca.

Soldato e gentleman; e, particolare non certo da poco, personalità dotata di una forte considerazione di sé stesso: uno spaccone, all’occorrenza.

Che in alcuni dei pochi documenti superstiti non esita a farsi chiamare “colonnello” quando è accertato che sul campo non ebbe mai titoli superiori a quelli di “capitano”.

Una figura che naturalmente non disdegna i pochi piaceri terreni disponibili al tempo; ricordiamolo, piuttosto dura, oltre che estremamente breve: quindi alcool, cibo, donne e tabacco.

Anche in questo Hume stabilirà un record, morendo a 86 anni: traguardo riservato davvero a pochi fortunati nell’Inghilterra del Seicento.

Massimo Salcito

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