Emanuel de Witte Interno con donna alla spinetta

Fedele Fenaroli e le sue origini musicali

La Scuola Musicale Napoletana trova nel Settecento il suo periodo aureo, grazie sopratutto alla capillare organizzazione didattica dei Conservatori della città partenopea. Lo sviluppo della scuola coincise in maniera favorevole con la necessità da parte di varie istituzioni cittadine (teatri, oratori, congregazioni, accademie etc.), di poter contare sulla disponibilità e preparazione di musicisti qualificati per servigi musicali sia di tipo religioso che laico. Per comprendere le “origini musicali” di Fenaroli dobbiamo Innanzitutto analizzare l’ambiente sperimentale napoletano del 700.

In questo periodo a Napoli, grazie alla valenza di molti musicisti, si sperimentò nella composizione ogni genere e forma musicale; dalla musica strumentale (la Sonata, il Concerto, la Sinfonia etc.) a quella sacra (la Messa, l’Oratorio) passando, ovviamente, per il teatro d’opera (l’Opera seria, l’Opera buffa, l’Intermezzo etc.).

Una così vasta produzione fu possibile grazie alla didattica impartita, nei suddetti Conservatori dai docenti di contrappunto. Gli stessi maestri oltre all’esercizio didattico, erano soliti svolgere il ruolo di Maestro di Cappella. Tale funzione, paragonabile all’odierno maestro di coro o d’orchestra, era un compito di assoluto rilievo nel panorama musicale delle chiese e delle corti settecentesche. Il Maestro di Cappella, infatti, non solo doveva dirigere la musica per gli aristocratici, i monarchi o il clero, ma doveva inoltre coinvolgere altri musicisti, selezionare e rinnovare il repertorio. Spettava al Maestro di Cappella pianificare i “momenti musicali” di corte.

Le storiche “origini musicali” nella pratica compositiva di Fenaroli

Per inquadrare al meglio la figura di Fenaroli all’interno dell’ambiente partenopeo, è d’obbligo riservare una certa attenzione ad altri Maestri di Cappella. Infatti prima di lui si è messa a punto una particolare e innovativa tradizione compositiva: la pratica dei Partimenti. Questa pratica influenzò una successiva generazione di musicisti, tra cui Fenaroli; ci riferiamo a Leonardo Leo (1694–1744) e Francesco Durante (1684–1755).

L’insegnamento di questi due grandi compositori fu così pervasivo da determinare, all’interno dei conservatori napoletani, due correnti di pensiero. La prima corrente fu quella dei “durantisti” e la seconda fu quella dei “leisti“. Sappiamo con certezza che Fedele Fenaroli ebbe modo di conoscere approfonditamente l’arte compositiva di entrambi i celebri musicisti, pur essendo un noto ‘durantista’. Per trasmissione diretta si formò al Conservatorio Santa Maria di Loreto dove Durante impartiva le sue preziose lezioni.

Ma la grandezza di Fenaroli fu quella di convogliare gli sforzi didattici dei predecessori in un metodo d’insegnamento del contrappunto del tutto peculiare. Il celebre musicista e musicologo Francesco Florimo dirà:

Chiaro e semplice, trattando l’armonia con molta purezza, e facendo cantare con eleganza tutte le parti.

Francesco Florimo riferendosi a F. Fenaroli

Matteo Di Cintio

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