François Couperin: un musicista alla corte del Re Sole

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Per comprendere l’importanza di François Couperin (1668-1733), soprannominato per il suo prestigio “le Grand”, dobbiamo considerare il florido ambiente familiare in cui egli crebbe. I Couperin, infatti, erano una famiglia di celebri musicisti francesi noti sopratutto per il loro importante contributo alla musica strumentale. Ricordiamo su tutti Louis Couperin (circa 1630-63), zio di François e dal 1653 organista della chiesa di Sant-Gervais a Parigi.

A occuparsi della prima formazione musicale del giovane François fu il padre Charles (1638-79), insigne organista e clavicembalista, venuto a mancare quando François aveva solo dieci anni. A seguito della morte del padre e degli zii, l’educazione del giovane musicista venne affidata a Jacques Thomelin (1635-1693). L’estro musicale che gli venne infuso brillantemente dalla famiglia lo condusse, ancora diciassettenne, a ereditare l’incarico istituzionale già retto da tempo dai suoi predecessori familiari. Divenne infatti organista nella chiesa parigina di Sant-Gervais.

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L’esperienza maturata con questo incarico fu il lasciapassare per ottenere il prestigioso ruolo, nel 1693, di musicista all’interno della corte di Luigi XIV. La sua abilità musicale lo portò a svolgere non solo la mansione di organista presso la Chapelle Royale, ma anche quella di maestro di clavicembalo dei principi reali, fra cui il nipote del re, il secondo delfino Luigi di Borbone, duca di Borgogna.

Sebbene François Couperin si guadagnò in Francia una notevole popolarità, non riuscì a ottenere il ruolo di clavicembalista di corte. Questo ruolo venne invece conferito a Jean-Baptiste D’Anglebert. Se da un lato il compositore non raggiunse l’incarico tanto ambito, dall’altro egli ebbe la possibilità di risiedere a Parigi senza l’obbligo, al quale volle sempre sottrarsi, di dover risiedere a Versailles: strategia che gli permise di offrire i suoi servigi musicali anche a nobili famiglie, fra cui quella dei Condé.

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François Couperin “Le Grand”

Fino alla morte, avvenuta a Parigi nel 1733, gli incarichi del “Le Grand” furono l’insegnamento e la composizione. Protetto dagli esponenti dell’aristocrazia francese, Couperin seppe convogliare i suoi sforzi nella raffinata arte dell’esecuzione clavicembalistica. La sua influenza nello sviluppo della musica strumentale fu così decisiva da essere imitato da altri grandi compositori, come ad esempio Johann Sebastian Bach.

All’inizio del Novecento, Maurice Ravel gli dedicò una suite per pianoforte intitolata Le Tombeau de Couperin; l’opera è costituita da brani formulati secondo caratteristiche tipiche della scrittura per clavicembalo.

Matteo Di Cintio

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All’inizio del Novecento, Maurice Ravel gli dedica una suite per pianoforte intitolata Le Tombeau de Couperin; l’opera è costituita da brani formulati secondo caratteristiche tipiche della scrittura per clavicembalo.

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