
UN’ORIGINALE RILETTURA DEL COMBATTIMENTO DI TANCREDI E CLORINDA DEL XX SECOLO
Il compositore britannico elaborò nel 1969 un’originale trasposizione del Combattimento di Tancredi e Clorinda di Claudio Monteverdi per clarinetto. Il brano musicale testimonia l’attenzione della musica d’avanguardia dell’epoca, erede di Schönberg e Messiaen, a due importanti fenomeni: le sperimentazioni di metà Novecento sul particolare strumento a fiato, e l’omaggio alla musica di Claudio Monteverdi.
ALEXANDER GOEHR E CLAUDIO MONTEVERDI: DA WALTER GOEHR A LUCIANO BERIO
Alexander Goehr conobbe le opere del compositore cremonese tramite il padre, Walter Goehr (1903-1960), allievo di Arnold Schönberg e famoso direttore d’orchestra, che le eseguì in concerto in più occasioni.
Il giovane Alexander aiutava sin da piccolo il padre nel suo lavoro:
Quando ero scolaretto ho copiato la maggior parte [delle opere di Monteverdi] perché [mio padre] non voleva pagare un copista e di conseguenza mi ha fatto fare il lavoro al suo posto. Ed io ne ho tratto un grande beneficio.
(Emily Payne, intervista ad Alexander Goehr del 12 novembre 2012)
Nel 1950 Walter Goehr aveva registrato in disco il Combattimento di Tancredi e Clorinda. Questa ed altre incisioni di Monteverdi furono costantemente a disposizione del giovane Alexander, presto completate da un crescente interesse per le raccolte a stampa dei libri di madrigali, e le opere Orfeo, Incoronazione di Poppea e Ritorno di Ulisse in patria.
I risultati di tali studi si concretizzarono al tempo della fondazione del New Music Manchester, e di conseguenza del Music Theater Ensemble (1967). Il compositore era alla ricerca di una nuova formula musicale e teatrale che coniugasse voce, suono, gesto e movimento in un formato originale, attraente anche per il grande pubblico.
Goehr vide nel Combattimento un esempio musicale al quale far riferimento per la creazione di una personale formula di metateatro, con espliciti riferimenti a Bertolt Brecht. Particolare attenzione era dedicata al ruolo dei personaggi sul palcoscenico: i cantanti dovevano infatti possedere anche capacità attoriali e mimiche.
Nel 1966 Luciano Berio (1925-2003) realizzò una propria revisione del Combattimento, che debuttò in prima esecuzione assoluta negli USA il 9 gennaio 1967 alla Juilliard Concert Hall di New York. Goehr si procurò la partitura e la utilizzò quale direttore d’orchestra del Music Theatre Ensemble, in occasione di un concerto all’Edinburgh Festival, il 29 aprile 1969.
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LA PARAFRASI PER CLARINETTO
Fu proprio in occasione del concerto del 29 aprile 1969 che venne eseguita in prima esecuzione assoluta la Paraphrase Op. 28 per clarinetto solo, ispirata al capolavoro monteverdiano. L’esecuzione del Combattimento nella revisione di Berio funse da prologo al debutto del brano strumentale solistico.
ALAN HACKER, amico e collaboratore di lunga data
L’interprete, nonché dedicatario della composizione, era Alan Hacker (1938-2012). I due erano amici e collaboratori da lunga data, sia nel campo della sperimentazione compositiva che in quello della relativa interpretazione strumentale.
Entrambi si interessavano alla possibilità di realizzare nelle composizioni per strumenti a fiato i cosiddetti suoni multifonici: ossia, la produzione simultanea di più suoni distinti, provenienti però da una singola fonte sonora, come appunto con il clarinetto. Prendendo spunto dall’opera di Bruno Bartolozzi (1911-1980), New Sounds for Woodwinds, i due sperimentarono effetti risultanti da inusitate combinazioni di posizioni sulle chiavi dello strumento, nonché da una serie di specifiche tecniche (la respirazione e l’emissione, le posizioni delle labbra). Si ottenevano, in questo modo, inaspettate combinazioni di suoni armonici, particolarmente utili per donare specifici “colori” al tessuto musicale.
Goehr ed Hacker realizzarono di conseguenza un’originale riscrittura del monteverdiano Combattimento, ottenuta anche grazie all’uso della forma musicale della parafrasi, che permetteva loro una libera rielaborazione dell’idea musicale di partenza.
LA PARAFRASI DAL 1973 AL 2013
Nel 1973 l’editore Schott acquisì i diritti di stampa del brano, e nel 1977 Hacker poté inserire la Parafrasi in un proprio disco per clarinetto solo, Hymn to the sun, per l’etichetta L’Oiseau Lyre.
In seguito, nel 1998, la Clarinet Classics pubblicò il disco Hymnos, contenente il medesimo brano, eseguito da Roger Heaton (1954), e valutato dal Sunday Times come il miglior disco dell’anno.
Heaton aveva una personale idea circa la conduzione del brano:
La Parafrasi di Goehr è stata concepita come una “traduzione” strumentale aggiornata per Alan Hacker. In realtà, l’opera è tanto la risposta del compositore allo scenario di Tasso quanto la sua realizzazione musicale da parte di Monteverdi, ma la musica di Goehr è anch’essa narrativa e descrittiva. I ritmi suggeriscono il passo del cavallo di Tancredi, l’ecotono e i [suoni] multifonici trasmettono un’atmosfera notturna, mentre la battaglia è rappresentata come un combattimento dinamico, accentuativo e di registro tra il clarinetto e sé stesso.
(Heaton, booklet del disco)
Nel XXI secolo altri due interpreti si cimentarono nella registrazione sonora della Parafrasi: nel 2009 fu la volta di Eduard Brunner (1939-2017), per la Naxos; e nel 2013 di Jean-François Verdier, per l’etichetta Flora.
Le due incisioni risultarono alquanto diverse rispetto ai modelli proposti da Hacker ed Heaton, e rese possibili da una scrittura compositiva che risultava essere ermetica nella costruzione ed ambigua nell’interpretazione.
ANTONY PAY E LA PARAFRASI OP. 28
A seguito delle precedenti incisioni discografiche, nel 2017 la Parafrasi tornò al centro dell’attenzione del mondo musicale britannico, grazie all’approccio interpretativo proposto da Antony (Tony) Pay (1945). Pay era stato contattato da Emily Payne, oggi docente all’Università di Leeds, relativamente all’aromento della tesi di dottorato, che comprendeva anche l’analisi della Paraphrase di Alexander Goehr.
Egli riassunse così i fatti:
Ho ascoltato la prima esecuzione di questo brano a Edimburgo nel 1969. Fu eseguito da Alan Hacker, l’esecutore per cui Sandy lo scrisse. Sono rimasto completamente affascinato dall’esperienza e dalla sua esecuzione, e ho voluto subito suonarlo anch’io. Ma è un brano difficile e ho dovuto impegnarmi parecchio.
Ho scoperto che Alan l’aveva registrata come parte del suo disco, Hymn to the Sun; ma quando l’ho ascoltata, mi è sembrato che fosse stato libero con il testo [musicale]. La migliore incisione che abbia mai ascoltato è il lavoro di Roger Heaton sul suo disco Hymnos: ma direi che anche quella registrazione ignora diversi aspetti significativi della musica così come è stata scritta. Comunque, in breve, io e il mio studente di Oxford [Emily Payne] abbiamo deciso di realizzare una registrazione privata che rendesse giustizia a quello che considero un grande pezzo.
(Tony Pay, The Clarinet Bboard, 2017)
La collaborazione tra Tony Pay ed Emily Payne portò alla realizzazione di nuove registrazioni sonore, essenziali per dare nuovo impulso allo studio e all’interpretazione del brano. Pay era interessato a focalizzarne gli oggettivi elementi strutturali e a valorizzarli al meglio, anziché lasciare all’esecutore la libertà di tradurre in maniera più o meno arbitraria le indicazioni dell’autore. A riprova del costante interesse per la Parafrasi, il musicista eseguì il brano in concerto in più occasioni, anche in Italia, nel 2004 e nel 2014.
LA CREATIVITA’ MUSICALE CO-GESTITA DELLA PARAFRASI OP. 28
L’esperienza collaborativa tra Pay e Payne permise lo studio di un caso eccezionalmente raro di interazione tra i vari protagonisti di una composizione. Accanto al tradizionale contributo dell’autore, ed all’indiscusso ruolo di Hacker quale interprete ufficiale di riferimento, Payne identificava infatti un terzo personaggio, Pay. Il quale, ricostruendo a posteriori l’organizzazione tassonomica del materiale musicale elaborato da Goehr, fu in grado di realizzare un ulteriore percorso di esecuzione, complementare ai due precedenti.
Emily Payne ha sintetizzato il processo in una formula, musical distributed creativity, che ho tradotto in italiano come creatività musicale co-gestita. Libertà espressiva e rigore interpretativo sono per Pay due facce della medesima medaglia, che sottendono in ogni caso un completo approfondimento degli aspetti strutturali della composizione, e tecnico-interpretativi di realizzazione allo strumento. L’approccio del clarinettista è stato sintetizzato con la formula: “cominciando da ciò che è scritto”.
CONCLUSIONI
La Paraphrase Op. 28 di Alexander Goehr è la testimonianza di un’originale riscrittura del testo tassiano e musicale monteverdiano, alla luce delle conquiste della musica d’avanguardia del Novecento. Abbandonando l’originale organico vocale-strumentale previsto, ma non dimenticando il senso musicale ed il valore estetico del lascito monteverdiano, Goehr punta ad un’originale via strumentale alternativa. Strada che è anche il segnale di una mutata interazione tra compositore e interprete: dove quest’ultimo non è più un semplice ambasciatore delle volontà e degli obiettivi estetici dell’autore, come accadeva nel passato.
Per queste ragioni, oggi la Parafrasi è considerata uno dei principali brani nel repertorio clarinettistico a livello mondiale, e i migliori interpreti dello strumento ci tengono a segnalarlo nei personali siti web, quale parte d’eccellenza del proprio repertorio musicale.
Un articolo di approfondimento di Massimo Salcito

BIBLIOGRAFIA – DISCOGRAFIA
LUCIANO BERIO, Claudio Monteverdi, Il combattimento di Tancredi e Clorinda, Vienna, Universal Edition, 1966.
EDUARD BRUNNER, Music solo for clarinet. Widmann, Berio, Jolivet, Denisov, Goehr, Hosokawa, Reimann, Nieder, Lehmann, Lourié, Pousseur, “Alexander Goehr (1932): Paraphrase on the Dramatic Madrigal ‘Il combattimento di Tancredi e Clorinda’ by Monteverdi”, Naxos, DDD, 8.572470, 2009.
ALEXANDER GOEHR, Paraphrase on the Dramatic Madrigal “Il Combattimento di Tancredi e Clorinda” by Monteverdi, Op. 28 per clarinetto solo, Magonza, Schott, 1974.
WALTER GOEHR, Claudio Monteverdi, Combattimento di Tancredi e Clorinda, Hugues-Adhémar Cuénod (Testo), Dora Abel (Clorinda), Derrik Olsen (Tancredi), Radio Zurich Symphony Orchestra, Concert Hall (Limited Recording) Society, ANNO?
ALAN HACKER, Hymn to the sun / Alan Hacker, “Alexander Goehr – Il Combattimento di Tancredi e Clorinda – Paraphrase on the Madrigal by Monteverdi, Op. 28”, L’Oiseau Lyre, LP, DSLO 17, 1977.
ROGER HEATON, Hymnos, YMNOΣ EΣΠEPINOΣ, Roger Heaton, Stephen Pruslin, Kreutzer String Quartet, “Alexander Goehr: Paraphrase on Monteverdi’s Il Combattimento di Tancredi e Clorinda clarinet 1969”, Clarinet Classics 0019, DDD, 1998.
ANTONY PAY, “Alexander Goehr’s Paraphrase”, The Clarinet Bboard, 2017
EMILY PAYNE, “The creative process in performance: a study of clarinettists”, tesi di dottorato, Oxford University, St. Peter’s College, 2015.
JEAN-FRANÇOIS VERDIER, Les Sacqueboutiers, Ensemble de ouvres anciens de Tolouse, Monteverdi, Il Combattimento di Tancredi e Clorinda, “Alexander Goehr: Paraphrase pour clarinette solo sur le madrigal Il combattimento di Tancredi e Clorinda de Claudio Monteverdi (1969)”, Flora 1709, DDD, 2012.