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Una nuova luce sul contrappunto “alla Palestrina” di Fedele Fenaroli

    Il contributo di Massimo Salcito al IV Convegno Internazionale di Studi su Giovanni Pierluigi da Palestrina

    Dal 16 al 18 maggio 2025 si è tenuto presso il Complesso Monumentale del Foro di Praeneste a Palestrina (Roma), il IV Convegno Internazionale di Studi promosso dalla Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina, in occasione del cinquecentenario della nascita del celebre compositore. L’iniziativa ha riunito studiosi e musicologi provenienti da diverse istituzioni europee e sudamericane, in un confronto multidisciplinare sulla figura e sull’eredità musicale di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525–1594).

    Tra i contributi emersi nel corso del simposio, ha suscitato particolare interesse la relazione di Massimo Salcito, incentrata su una rilettura del contrappunto “alla Palestrina” all’interno della didattica della Scuola Napoletana, con particolare riferimento all’opera didattica contrappuntistica di Fedele Fenaroli (1730–1818).

    Figura chiave del sistema formativo musicale partenopeo, Fenaroli fu autore di una produzione teorica di lungo corso, capace di influenzare generazioni di compositori ben oltre i confini del Regno di Napoli. Oltre ai noti Partimenti, destinati all’apprendimento dell’accompagnamento armonico, Fenaroli elaborò anche uno Studio del contrappunto, trattato dedicato all’insegnamento delle tecniche contrappuntistiche più avanzate.

    Proponendo un’inedita rilettura del lascito palestriniano nella Scuola Napoletana, con particolare attenzione all’opera didattica contrappuntistica di Fedele Fenaroli tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, è stato evidenziato come tali principi confluissero in uno stile compositivo ben definito: lo “stile alla Palestrina”. Questo modello, volto a perpetuare la memoria della perfezione creativa del celebre maestro romano, influenzò profondamente generazioni di compositori appartenenti a scuole e tradizioni regionali diverse, dalla fine del Cinquecento fino ai primi decenni del Novecento.

    Una nuova datazione del Trattato

    Nel suo intervento, Salcito ha proposto una nuova datazione del trattato, sinora attribuito all’anno 1800. Attraverso l’analisi di elementi interni al testo – tra cui la citazione di Nicola Antonio Zingarelli e Vincenzo Bellini, nonché riferimenti editoriali legati alla diffusione delle opere di Palestrina a Roma nel XIX secolo – è stato possibile collocare la pubblicazione tra il 1841 e il 1847. La nuova cronologia consente di riconsiderare il ruolo dello Studio del contrappunto. Principale conseguenza della datazione è l’influenza che il trattato ebbe sulle generazioni musicali di allievi da metà Ottocento in poi.

    Un convegno coordinato da Cecilia Campa E Johann Herczog

    Il convegno, coordinato dal comitato scientifico (Cecilia Campa, Johann Herczog), in sinergia con il presidente della Fondazione (Marco Angelini) ha visto la partecipazione l’adesione di figure autorevoli della musicologia internazionale, tra cui i professori Giancarlo Rostirolla e Ian Fenlon. Le giornate si sono concluse con l’esibizione della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”, diretta dal Maestro Marcos Pavan, nella prima uscita pubblica dalla proclamazione del nuovo pontefice, Papa Leone XIV.

    Il contributo offerto sulla ricezione del modello palestriniano in ambito didattico napoletano aggiunge un tassello significativo alla comprensione delle permanenze stilistiche della polifonia sacra e conferma l’importanza della ricerca storico-musicale su fonti e trattati ancora poco indagati.

    Redazione