Vai al contenuto

Gian Francesco Malipiero

Il compositore simbolo del dualismo musicale del ‘900

Gian Francesco Malipiero

La vita e le opere del compositore e studioso veneziano, figura di rilievo nel panorama musicale internazionale del ‘900, ancora oggi ricordato per la meritoria opera di riscoperta e valorizzazione del corpus musicale di Claudio Monteverdi.

La vita

Gian Francesco Malipiero nacque a Venezia il 18 marzo 1882. Il padre Luigi (1853-1918) era stato pianista e direttore d’orchestra; a sua volta figlio di Francesco (1824–1887), autore della Giovanna di Napoli e di varie musiche sacri e vocali da camera, apprezzate anche da Gioacchino Rossini. Divennero musicisti professionisti anche i fratelli di Gian Francesco, Riccardo (1914-2003), violoncellista, ed Ernesto (1887-1971) violinista; anche se quest’ultimo preferì poi dedicarsi all’imprenditoria. Malipiero cominciò a studiare in età precoce il violino, e con la separazione dei genitori seguì il padre a Trieste, Berlino e in particolare a Vienna, venendo ammesso nel Conservatorio di quella città nel corso di armonia. Un passaggio significativo nella vita del giovane Malipiero si compì nel 1899, con il ritorno a Venezia e l’ingresso all’allora Liceo Musicale “Marcello”, dove studiò composizione con Marco Enrico Bossi (1861-1925). Il legame con Bossi fu tanto forte da convincerlo a seguirlo nel trasferimento a Bologna, a seguito della nomina dell’organista comasco a docente di composizione e direttore del Liceo Musicale “Rossini”, dove si diplomò nel 1904. Nel 1905 diede inizio alla sua carriera di compositore, grazie anche a esperienze private a Berlino con Max Bruch (1838-1920).

Le città di Malipiero

Pur rimanendo particolarmente legato alla città di Venezia ed al borgo di Asolo, paese originario della prima moglie Maria Rosa, Malipiero fu un costante ed assiduo frequentatore di molte realtà culturali, nazionali ed estere. In Italia frequentava regolarmente Torino, Firenze, Milano, Roma e Napoli. All’estero, oltre alla già citata Berlino, si recava periodicamente a Parigi e a Londra, e compiva frequenti tournées in Sud America. Fu in più occasioni in contatto con specialistici circoli musicali negli USA, come il National Institute of Arts and Letters di New York, del quale divenne membro nel 1949. Conosceva approfonditamente, grazie anche a rapporti diretti con gli autori, le opere Debussy e Milhaud, Stravinskij e Strauss, Busoni e Ravel. Tra i compositori italiani frequentò Ildebrando Pizzetti (1880-1968) e Alfredo Casella (1883-1947).

La Grande Guerra e l’avvento del Ventennio

Il conflitto bellico del 1915-18 in area veneta costrinse Malipiero a trasferirsi a Roma, con una temporanea battuta d’arresto circa un ambizioso progetto, la stesura di una collana di composizioni musicali storiche del repertorio italiano. L’idea portò in effetti nel Primo Dopoguerra alla pubblicazione della serie I Classici della Musica Italiana (1918-1922), grazie anche al fattivo appoggio di Gabriele d’Annunzio.

L’affermarsi del regime fascista all’indomani della marcia su Roma (28 ottobre 1922) incontrò nei primi anni del regime il sostegno non solo di buona parte del popolo italiano, ma anche della quasi totalità dell’intellighenzia culturale, e di conseguenza musicale, nazionale. Malipiero da questo punto di vista, almeno nei primi anni, non si discostò dalle posizioni di una serie di compositori che vennero indicati da Massimo Mila con la sintetica formula di Generazione dell’Ottanta, e che di fatto fu la protagonista musicale del Ventennio.

Il Manifesto dei musicisti italiani e la collaborazione con Pirandello

L’incrinatura dei rapporti con il regime si ebbe a seguito di due specifici avvenimenti. 

Il 17 dicembre 1932 il musicista Alceo Toni (1884-1969), già in più occasioni antagonista a Malipiero, elaborò il testo del Manifesto di musicisti italiani per la tradizione dell’arte romantica dell’Ottocento, documento in netta opposizione polemica a personaggi come Casella e allo stesso Malipiero, ritenuti al tempo troppo ‘moderni’. Il compositore di Asolo si ritrovò quindi in posizione isolata e minoritaria. 

Leggi anche: Alceo Toni: Vita, opere ed eredità culturale di un musicista del regime

Ancora più scalpore fece il 24 marzo 1934 la rappresentazione a Roma de La favola del figlio cambiato. L’opera lirica era stata scritta in collaborazione con Luigi Pirandello (1867-1936), premio Nobel per la Letteratura nello stesso anno. In un clima di contrasto già esistente tra il regime fascista e il drammaturgo siciliano per le sue posizioni politiche, la rappresentazione della scena ambientata in una casa di tolleranza portò all’immediato sequestro dell’opera ed alla relativa procedura di ostracismo per entrambi i personaggi. E ciò nonostante che nel 1929, al tempo della nomina di Pirandello tra i primi 30 componenti della Reale Accademia d’Italia, pare che Malipiero fosse stato raccomandato per quella prestigiosa carica a Benito Mussolini dal Vate in persona, come testimonia il testo di un telegramma del 22 marzo 1929:

«Già ho ricevuto l’altro libro [si riferisce alla collana Tutte le opere di Claudio Monteverdi, curata dal compositore veneziano] e ho pensato molto a te – Stop – Ti annuncio che avendoti proposto all’Accademia il capo [Benito Mussolini] mi scrisse graziosamente ieri che la proposta era accetta. – Stop – Attendo l’ottavo tomo [Ottavo Libro dei Madrigali Guerrieri e Amorosi, che comprende il Combattimento di Tancredi e Clorinda] e voi due [si riferisce ad una presumibile prossima visita al Vittoriale di Malipiero con la moglie]. Ti abbraccio. Gabriele d’Annunzio»

La carriera d’insegnante e di compositore, il riconoscimento internazionale

Dopo la prima esperienza professionale didattica dal 1921 al 1926 a Parma, nel 1932 Malipiero divenne docente di composizione al Liceo Musicale “Marcello”, di cui fu anche direttore tra il 1939 e il 1952. Dal 1936 fu anche insegnante all’Università di Padova, occupandosi anche della direzione dell’Istituto Musicale “Pollini”.

Gli Anni ’30 e ’40 videro la produzione di diverse opere liriche e sinfoniche, nonché cameristiche, rappresentate in Italia e all’estero, in genere invise al regime. In occasione della sua Ecuba (Roma, 11-14 gennaio 1941), cancellata anch’essa in breve tempo senza appello dai cartelloni nazionali, venne diramata da vari giornali la seguente dileggiante notizia: 

«In occasione della sfortunata Favola del figlio cambiato, Umberto Giordano [1867-1948] incontra il maestro Malipiero e gli dice: – Ieri sera non sono venuto al Reale [la denominazione all’epoca del Teatro dell’Opera di Roma] perché non sapevo che ci fosse una tua prima. La prossima volta, dato che le tue opere non si replicano mai, ti prego di avvisarmi per telefono

È nel Secondo Dopoguerra che la figura di Malipiero e la sua produzione musicale cominciarono a essere apprezzate anche in ambito nazionale. Un riconoscimento di particolare importanza fu quello conferitogli da papa Paolo VI Montini (1897-1978), che in occasione della conclusione dei lavori del Concilio Vaticano II il 12 giugno 1965 lo volle protagonista di uno storico concerto dedicato alle tre religioni monoteistiche (cristiana ebraica e ortodossa), insieme a Igor Stravinskij (1882-1971) e a Darius Milhaud (1892-1974). Morì a Trieste il 1° agosto 1973.

La produzione musicale

Malipiero fu un poliedrico uomo di cultura: non solo musicista, ma anche prosatore, critico musicale, nonché studioso teso alla riscoperta e divulgazione delle composizioni di Claudio Monteverdi. Si cimentò in colonne sonore cinematografiche, nonché nella pubblicazione di saggi a carattere musicale. Di particolare interesse sono anche gli epistolari, spesso di durata pluriennale, con personaggi di rilievo della musica e della cultura italiana ed estera.

Gli scritti

  • Il pregiudizio della melodia, «Rivista Musicale Italiana», 1910
  • La sinfonia italiana dell’avvenire, «Rivista Musicale Italiana», 1912
  • Claudio Monteverdi, Milano, Treves, 1929
  • Stravinsky, Venezia, Cavallino, 1945
  • Antonio Vivaldi, Il prete rosso, Milano, Ricordi, Piccola Biblioteca, 1958

Le composizioni

Vastissima la produzione strumentale, nella quale si segnalano in particolare dieci Sinfonie per orchestra, cinque Concerti per pianoforte e orchestra, otto Quartetti per archi, musiche per balletto, composizioni per pianoforte, e le colonne sonore per i film Acciaio (Walter Rutmann, 1933) e Don Bosco (Goffredo Alessandrini, 1935).

Particolarmente rilevante la produzione lirica, di cui si segnalano:

  • L’Orfeide (1925)
  • Tre commedie goldoniane (1926)
  • La favola del figlio cambiato (1932)
  • Giulio Cesare (1935)
  • Antonio e Cleopatra (1937)
  • Ecuba (1941)
  • I capricci di Callot (1942)
  • L’allegra brigata (1950)

Gian Francesco Malipiero e Claudio Monteverdi

Anche Malipiero si dedicò al recupero ed alla valorizzazione dello storico patrimonio musicale nazionale dei secoli XVI-XVIII, come molti compositori suoi contemporanei. Ma a differenza di questi, egli scelse di realizzare un vero e proprio progetto editoriale monografico di trascrizione in notazione moderna della sola opera di Claudio Monteverdi, di cui fu grande estimatore. 

Leggi anche: Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Claudio Monteverdi

Il progetto si concretizzò con la pubblicazione della collana dal titolo Tutte le opere di Claudio Monteverdi. A cura di Gian Francesco Malipiero, Vienna, Universal Edition, 1926-1968.

Massimo Salcito

Gian Francesco Malipiero e la versione del Combattimento di Tacredi e Clorinda

Un approfondimento di Massimo Salcito
Gian Francesco Malipiero a Venezia

Bibliografia

VIRGILIO BERNARDONI, Enciclopedia Treccani, voce “Malipiero, Gian Francesco”

JOACHIM NOLLER, voce “Malipiero, Gian Francesco”, MGG Online, a cura di Laurenz Lütteken, New York-Kassel-Stuttgart 2016ff., giugno 2021, https://www.mgg-online.com/mgg/stable/532416

CECILIA PALANDRI (a cura di), Gian Francesco Malipiero, il carteggio con Guido M. Gatti 1914-1972, Firenze, Olschki, 1997 

ROBERTO ZANETTI, voce “Malipiero, Gian Francesco”, Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, a cura di Alberto Basso, Torino, Edt, 1985 e segg. Le biografie, IV, pp. 594-599 

JOHN C. G. WATERHOUSE, voce “Malipiero, Gian Francesco”, The New Grove Dictionary of music and musicians online, 2001,

1 commento su “Gian Francesco Malipiero”

  1. Pingback: Il Combattimento di Tancredi e Clorinda nella versione di Malipiero 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *